Surreale.
Non trovo migliore termine per descrivere il comportamento di
Pd e Pdl che discutendo delle Province, in Comune hanno votato il
contrario di ciò che i loro colleghi della Provincia hanno sostenuto (così
come nel resto del Paese).
Le norme del decreto Monti, che modificano sostanzialmente
funzioni, organi e sistema elettorale delle provincie, in forma
anticostituzionale e senza prevedere i costi aggiuntivi e risolvere
preventivamente le problematiche relative al sistema tributario proprio,
al patrimonio, al personale, alla gestione delle funzioni in essere (come il
programma degli investimenti), sono state valutate in un documento
congiunto dei partiti di Berlusconi e Bersani, come una riforma importante,
mentre in provincia è avvenuto l'esatto contrario.
Così anche il documento istituzionale proposto
dall'Upi che abbiamo sottoposto al voto è stato respinto dagli stessi partiti
(Pd-Pdl) che in Provincia lo avevano approvato.
Una certa politica appare sempre
più come la maionese impazzita, vuole apparire più montiana di Monti
dimenticando che la responsabilità politica di chi
sta aumentando solo le tasse e la disoccupazione per salvare le
banche è ben chiara e non si nasconderà con una azione demagogica contro le
Province, che invece dovrebbero essere ridotte di numero così come le Regioni e
i Comuni, ma tant'è chi ha acconsentito a che il Parlamento stesso sia divenuto
un semplice ente di ratifica di provvedimenti blindati porta sulle spalle anche
la responsabilità della sospensione della democrazia
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