lunedì 20 maggio 2013

RINVIO DELL’IMU DELLA PRIMA CASA, FUMO NEGLI OCCHI AGLI ITALIANI


La settimana scorsa si registrava la corsa alla paternità del provvedimento di rinvio dell’IMU sulla prima casa, una corsa strumentale e sterile che cerca di buttare fumo negli occhi agli italiani.

Il CdM, infatti, si limitava semplicemente a “spostare” la scadenza di pagamento al 1 di agosto, senza risolvere peraltro il problema legato a questa patrimoniale iniqua, e con l’impegno di effettuare una riforma relativa alla tassazione degli immobili entro 2 mesi.

L’effetto è che le famiglie vivono nell’ansia relativa alle scadenze fiscali, le ingenti risorse destiate al pagamento dell’IMU vengono comunque accantonate e non spese, nel timore che dal Governo arrivino “brutti scherzi”.

Per gli operatori economici legati al mercato immobiliare le cose non vanno di certo meglio.
Infatti i possibili investitori, oggi, si guardano bene dall’effettuare operazioni di acquisto di immobili, stante l’incertezza sulla tassazione, e quindi sulla remunerazione, di detti investimenti.

In questo quadro generale desolante vediamo come la politica allestisca il suo teatrino seguendo esclusivamente logiche di consenso, dimenticando quali sono i reali bisogni del Paese.
La paternità di questo rinvio non è certo un dato significativo, anche perché non rappresenta la soluzione del problema, ma l’ennesimo “polverone” fatto per anestetizzare l’opinione pubblica e per fidelizzare gli elettori.

D’altro canto l’emergenza economica nel nostro Paese continua a rimanere a livelli stabili di allarme rosso.
Ogni giorno ci sono persone che si tolgono la vita a causa delle difficoltà economiche, e di questo profondo disagio sociale nessuno ne parla, e purtroppo nessuno fa nulla.

Sul fronte fiscale le notizie sono a dir poco allarmanti!!
L’aumento dell’Iva di un punto percentuale a decorrere dal 1 luglio contribuirà alla restrizione dei consumi a danno degli esercenti, la scadenza IMU di giugno al netto dell'esclusione della prima casa e quella TARES a dicembre, potrebbero costituire una ulteriore e massacrante batosta per la nostra economia.

I redditi fissi (dipendenti e pensionati) ormai hanno visto dilapidarsi la propria capacità di acquisto, mentre autonomi, artigiani e imprese sono strozzate da una pressione fiscale insostenibile e dall’insolvenza dilagante.

Questi sono i temi di cui dovrebbe occuparsi la politica ed i mass media, invece che inutili sceneggiate del teatrino della politica e di processi animati dall’astio personale ed inconferenti per la vita pubblica.

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