giovedì 6 marzo 2014

SICUREZZA: LA GIUNTA PARALIZZATA DALLE PRIMARIE DEL PD

A Reggio l’emergenza sicurezza e degrado è sempre al primo posto nella scala delle priorità dei cittadini, ma a quanto pare è all’ultimo posto nell’agenda politica di chi amministra da 60 anni la nostra Città.

Il Consiglio Comunale funziona a singhiozzo a causa dell’immobilismo di questa Giunta, tant’è che lunedì non ci sarà consiglio. Sono troppo impegnati per il post primarie, lasciando pertanto la Città alla deriva.

E dire che i temi da trattare non mancano.

Innanzitutto il grido di dolore degli operatori della sicurezza. Carenza di organico e probabile chiusura della Polizia Postale rappresentano fatti per il quale il Sindaco (o il facente funzioni) dovrebbe andare al Ministero a “battere i pugni sul tavolo” per scongiurare questo rischio.
Ed invece nulla.

Si tenga presente che la Polizia Postale svolge un’importantissimo ruolo investigativo e di repressione di reati gravissimi commessi con l’uso di internet.
I pedopornografi minorili ringrazieranno lo Stato per abbassare il livello di controllo.
Non possiamo permetterci di abbassare la guardia su questo tipo di odiosi e gravissimi reati, pertanto è imprescindibile la Polizia Postale a Reggio Emilia.

Al primo Consiglio utile, quando verrà convocato, proporrò un ODG d’urgenza al fine di trattare il tema dell’organico delle forze di Polizia e per chiedere il mantenimento della Polizia Postale.

Per arrestare il degrado dilagante, infine, sarebbe utile che dopo 4 anni il regolamento di polizia locale vedesse la luce.
Ricordo a tal fine che la commissione ha licenziato il testo l’anno scorso, e è già scaduto il termine per le circoscrizioni per dare il parere.

Di tutto questo non se ne parla, e questo a danno della Città che, nel frattempo, diventa ogni giorno che passa sempre più insicura e degradata.

E’ ora che questo PD irresponsabile la smetta di bloccare i lavori della Giunta ed inizi a pensare ai bisogni della Città.

E’ deprecabile il fatto che il PD coinvolga le Istituzioni locali nei loro squallidi “giochi di potere”.