mercoledì 3 aprile 2013

LA DITTATURA DEL PARTITO DELLE TASSE

In Italia siamo già arrivati al limite della democrazia, avendo in realtà rappresentato in Parlamento un solo partito: quello delle tasse.

In questi giorni stiamo assistendo allo stucchevole "teatrino della politica", quello più bieco, alla ricerca di poltrone, incarichi e visibilità, il tutto condito dalla ricerca o al mantenimento del consenso elettorale.

Il nostro Paese ormai è allo sbando, la pressione fiscale ormai a livelli insopportabili reprime l'economia e purtroppo, uccide le persone. Questo purtroppo all'interno dei "palazzi", da quelli romani a quelli locali, non conta nulla.

Assistiamo ormai assuefatti a partiti e movimenti che si differenziano tra loro per progetti e slogan, ma che poi alla prova dei fatti hanno lo stesso unico programma, quello dell'innalzamento della pressione fiscale.

Al sistema Paese occorrerebbe un passo indietro da parte dello Stato, da parte di quello Stato bulimico che non pensa ad altro che a fagocitare il più possibile risorse a scapito dei cittadini.
Gli italiani, nel corso degli ultimi due anni hanno tirato la cinghia fin troppo, ormai non ci sono più buchi nella cintura, ma questo ai nostri rappresentanti poco importa.

La favola venduta agli italiani "se tutti pagassero le tasse se ne pagherebbero meno" ormai non ha più efficacia, ed il popolo affamato ormai non ne può più.
Gli italiani sono stanchi dell'oppressione fiscale che li attanaglia, anche perchè i numeri grossi dell'evasione, diciamoci la verità, non vengono minimamente toccati.

Il problema non è tanto quello del commerciante, dell'artigiano o del professionista, quanto i controlli sulle operazioni internazionali operate da grandi società, banche e assicurazioni, che vista la loro dimensione hanno gli strumenti per evadere ed eludere i controlli fiscali.
Di questo nessuno ne parla e, fatto ancor più grave, nessuno indaga.

Pare quasi che per i nuovi parlamentari, oltre alla foto di rito, venga regalata anche una "dentiera di dracula", con la quale possano prosciugare le risorse dei cittadini.

Monti, è assodato, ha un'erezione ogni volta che sfiora l'idea di istituire una nuova tassa. Il suo sanguinario Governo ha distrutto settori importanti dell'economia, il settore delle piccole medie imprese che hanno costituito il miracolo economico italiano.

Al PD brillano gli occhi al sol pensiero di tassare il ceto medio, chi dopo una vita di sacrifici arriva ad avere un po' di serenità economica e casomai una casa. Per loro il benessere è qualcosa da combattere.

Il PDL tenta timidi accenni alla riduzione della pressione fiscale, ma poi ha in mente misure che aumentano la spesa pubblica (e pertanto il bisogno di risorse da parte dello Stato).

M5S crede follemente nella "decrescita felice", come se riducendo il Paese alla fame si ottenessero grandi risultati.
Una decrescita per tutti ma non per Grillo, il cui patrimonio e i suoi lauti compensi da teatrante non devono essere toccati.
A Parma dove governano è un vero e proprio massacro, servizi comunali carissimi e pressione fiscale altissima utilizzando tutte le addizionali locali al massimo consentito.

Il sistema Paese ormai non ce la fa più, e questo andamento alla fine produrrà una diminuzione del gettito fiscale, divenuto insostenibile da famiglie e imprese.

Una primavera davvero grigia, se si pensa all'introduzione della TARES, aumento aliquota IVA (che disincentiverà ulteriormente i consumi), revisione rendite catastali IMU, aumento aliquote IRPEF.

In questa partita anche enti locali e comuni fanno la loro parte. Lo Stato non sblocca i soldi che ci sono ma non possono essere utilizzati per il patto di stabilità quindi loro.... se la prendono con "pantalone" e fanno di tutto per spennare il cittadino.

Riportare la pressione fiscale ad un livello accettabile è l'unica cosa che occorre fare oggi. 
Gli impegni con Europa e altri Stati o organizzazioni possono aspettare, oggi occorre non uccidere definitivamente un tessuto sociale che oggi è moribondo.

Una pressione fiscale così elevata rende l'evasione un fatto accettabile, perché l'unico modo per sopravvivere.
Riducendo la pressione fiscale al 33% è un'ottimo strumento per ridare fiato all'economia ed ai consumi, e permetterebbe di considerare l'evasione fiscale come un fatto deprecabile frutto dell'ingordigia.

Purtroppo il partito delle tasse è egemone nelle istituzioni, e questo rappresenta il vero sistema da scardinare.

Meno tasse e più economia questa l'unica ricetta per rilanciare l'Italia, facendole ritrovare quel posto fondamentale che merita nell'economia europea e mondiale.