mercoledì 23 ottobre 2013

MERCATINI HOBBISTI: LA DOPPIA FACCIA DEL PD REGGIANO, CHE CERCANDO DI CONQUISTARE CONSENSI, DECIDE DI APPROVARE UN ODG URGENTE SENZA I NECESSARI APPROFONDIMENTI

Il tema dei mercatini degli hobbisti è approdato in Consiglio Comunale a Reggio nella seduta che si è tenuta lunedì scorso, grazie ad un ordine del giorno urgente presentato dal PD, che chiedeva sostanziali modifiche della legge regionale n. 4 del 23.05.2013.

Lunedì è emersa nella sua chiarezza la doppia faccia del PD, che a Bologna è di “governo” e regolamenta un settore, mentre a Reggio Emilia è “di lotta” e prende una posizione differente per scopi meramente elettorali.

L’argomento è sensibile e delicato, perché dietro al condivisibile concetto del “riuso” tal quale, nella realtà si agevolano e si consentono delle vere e proprie attività commerciali che vivono nella completa deregulation.

Nei mercatini degli hobbisti, infatti, non ci sono i costi e le autorizzazioni necessarie per chi esercita l’attività di commercio, non vengono emessi scontrini fiscali, così come non vi è una tracciabilità dei beni venduti.

Pertanto possono diventare l’occasione, con qualche scafato e truffaldino stratagemma, per vendere stok di merce “in nero”, oppure peggio ancora possono verificarsi casi di riciclaggio di merce di dubbia provenienza.

Così come occorre effettuare una valutazione di equità nei confronti del sistema commerciale. Penso ad esempio ai numerosissimi piccoli commercianti onesti, che da una parte subiscono la concorrenza dei centri commerciali, e dall’altra la concorrenza (questa sleale) di chi vuole utilizzare i mercatini degli hobbisti non per “svuotare le cantine”, ma per la propria attività commerciale.

Fenomeni di questo tipo si sono verificati molto spesso, e sono stati numerosi i casi di “bancarelle professionali” che vendevano i loro beni, dai mobili all’oggettistica.

Quelli esposti rappresentano alcuni dei dubbi e dei temi che sono balzati alla mente durante la discussione, temi importanti e seri ai quali il PD non ha saputo (o voluto) dare risposta.

Come si può ben immaginare l’argomento avrebbe meritato il dovuto approfondimento, e non poche ore durante la seduta del Consiglio.
Nonostante la mia richiesta di approfondimento in commissione prima di votare l’ordine del giorno, il PD ha preferito forzare la mano ed approvare il documento, con la promessa di una successiva commissione consigliare per approfondire il tema.
Direi l’esatto contrario di un voto consapevole su di un tema molto delicato.